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giovedì 22 maggio 2008
 
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L’Iraq ha un governo democratico E’ il primo della sua storia
Baghdad - Sono 37 i componenti del nuovo governo iracheno, approvato ieri dai 275 deputati del parlamento di Baghdad e guidato dallo sciita Nouri al Maliki.
I deputati hanno approvato ad uno ad uno, per alzata di mano, la nomina dei ministri che comporranno il governo. Alcuni deputati sunniti hanno abbandonato l’aula dopo aver appreso che mancano i titolari dei ministeri chiave della Difesa e dell’Interno. Non è stato nominato nemmeno il ministro per gli Affari della sicurezza nazionale, il cui interim sarà assunto dal vice premier, il curdo Barham Saleh. Il governo è stato nominato al termine di negoziati durati lunghi mesi dopo le elezioni del 15 dicembre.
Ecco la lista, partendo dai tre ministeri, Difesa, Sicurezza e Interni, per i quali - in assenza dei titolari dei portafogli, che dovrebbero essere scelti entro una settimana - sono stati affidati incarichi ad interim.
Primo ministro: Nuri al-Maliki (sciita); Vicepremier: Barham Saleh (curdo) e Salam Zigum Ali al-Zoubaie (sunnita), che eserciteranno rispettivamente gli interim della sicurezza nazionale e della difesa. Quello dell’Interno verrà assunto dal premier che si è impegnato a nominare i titolari dei ministeri vacanti entro una settimana.
Agli sciiti vanno anche i ministeri del Petrolio, con Hussein al-Shahristani, delle Finanze, con Bayan Jabr Solagh, del Commercio, con Abdul Falah al-Sudani, dell’Elettricità, con Karim Waheed. Sciiti anche i nuovi ministri dell’Agricoltura, Yaarub Nazim e dell’Istruzione, Khudhayer al-Khuzaie, della Salute, Ali al-Shemari, dei Trasporti, Karim Mahdi, dell’Immigrazione, Abdul-Samad Rahman, dei Giovani e dello sport, Jassim Mohammed Jaafar, delle Comunicazioni, Mohammed Twafiq, Del lavoro e degli affari sociali, Mahmoud Mohammed al-Radhi, delle Municipalità e lavori pubblici, Riyad Gharib, del Dialogo, Akram al-Hakim.
Resta al ministero degli Esteri il curdo Hoshyar Zebari. Curdi anche i titolari dell’Industria, Fawzi al-Hariri, delle Risorse idriche, Latif Rashid, delle Costruzioni e degli alloggi, Bayan Dazae, dell’Ambiente Narmin Othman, della Cultura Assad Kamal Mohammed.
Il ministero della Giustizia andrà al sunnita Hashim al-Shebli. Ai sunniti sono anche toccati i ministeri dell’Istruzione superiore conAbed Theyab al-Ajili, della Scienza e della tecnologia, Raed Fahmi e della Pianificazione e cooperazione allo sviluppo, Ali Baban. Il ministro dei diritti umani sarà Wijdan Mikaeil, una donna cristiana.
A questi si aggiungono sette incarichi di governo, suddivisi tra sciiti, sunniti e curdi, con deleghe alle questioni parlamentari, Safaa al-Safi, sciita, al Turismo ed Archeologia Liwaa Semeism (sciita), alle questioni femminili, Fatin Abdel-Rahman (sunnita), agli affari provinciali, Saad Tahir Abid (sunnita), agli Esteri, Rafie al-Esawi (sunnita) e due senza delega, Mohammed Ahmed (curdo) Hassan Rhadi Khazim (sciita).
Malgrado la politica abbia fatto un importante passo in avanti, sul territorio sono proseguite le azioni di sangue.
Almeno 19 persone sono morte e altre 36 sono rimaste ferite per l’esplosione di una bomba a Sadr city, il grande quartiere sciita di Baghdad. Lo ha riferito il ministero degli Interni, precisando che la deflagrazione è avvenuta alle 7.00 del mattino presso un chiosco in una piazza di Sadr city, dove numerose persone stavano facendo colazione prima di andare al lavoro.
Due soldati britannici sono stati feriti per l’esplosione di un ordigno sul ciglio della strada presso Bassora, ha riferito la polizia irachena. Un portavoce della Difesa di Londra, citato dalla Bbc, si è limitato a confermare che il contingente a Bassora è stato coinvolto «in un incidente». Ancora, un attentatore suicida alla guida di un’autobomba si è fatto saltare in aria contro una stazione di polizia a Qaim, vicino al confine siriano, nella provincia occidentale di Al Anbar, uccidendo 8 poliziotti iracheni e ferendone altri 7. Lo hanno riferito fonti ospedaliere.
Ma la lotta ai kamikaze passa ora anche per gli spot tv. Un attentato suicida è infatti ricostruito questo weekend a Los Angeles per uno spot televisivo della durata di un minuto che sarà messo in onda entro un mese e mezzo in Iraq. L’intento sarebbe quello di dissuadere gli aspiranti kamikaze. Lo ha comunicato la società di produzione statunitense “900 Frames”, incaricata dalle autorità irachene, che vi hanno consacrato un budget di un milione di dollari, di mettere in scena un attacco suicida che provoca almeno 200 morti. Nel filmato si vedrà un mercato di Baghdad prima, durante e dopo l’attacco, per suscitare il massimo impatto emotivo sui telespettatori. Si stima che gli attentati kamikaze in Iraq hanno provocato almeno 35mila morti tra i civili dall’inizio dell’invasione militare nel marzo 2003.

[Data pubblicazione: 21/05/2006]

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