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giovedì 22 maggio 2008
 
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UCCISE ANCHE DUE DONNE E UN BIMBO
Raid su Gaza: leader della Jihad colpito a morte
Gaza - Un alto esponente della Jihad islamica è rimasto ucciso mentre viaggiava a bordo di un veicolo a Gaza, in seguito ad un raid aereo delle forze israeliane. Un missile ha colpito l’auto che circolava nella parte meridionale di Gaza, uccidendo quattro le persone. Oltre a Mohammed Dahdouh, comandante dell’ala armata della Jihad islamica e bersaglio dell’attacco, sono morte due donne ed un bambino di 4 anni che si trovavano in un’automobile che passava vicino a quella colpita. L’esercito ha diffuso una dichiarazione in cui confermava l’attacco aereo contro «un veicolo a bordo del quale viaggiava un terrorista della Jihad coinvolto nel lancio di razzi contro il territorio israeliano ed in altre attività terroristiche». La Jihad islamica ha giurato vendetta annunciando che presto verrà usato un nuovo tipo di razzo, il Quds 4, che finora non era mai stato usato per colpire Israele.
Sempre ieri un’esplosione si è verificata ieri nel quartier generale della sicurezza palestinese a Gaza causando un morto e sei feriti, tra i quali il capo dei servizi d’intelligence palestinesi, generale Tareq abu Ghajab. A quanto si apprende la deflagrazione avvenuta a Gaza, potrebbe essere frutto di un incidente. Le telecamere interne, riferiscono fonti della sicurezza, mostrano infatti una bomba a mano che cade accidentalmente a terra ed esplode, mentre il generale e le sue guardie del corpo stanno per entrare in ascensore. L’incidente è avvenuto poco dopo l’incontro a Gaza fra i comandanti delle strutture rivali di sicurezza che fanno capo a Fatah e Hamas, teso a risolvere lo scontro sulla formazione di una nuova forza di sicurezza sotto il diretto controllo del governo di Hamas.
I feriti sono stati trasportati in ospedale su automobili dei servizi, mentre gli agenti sparavano in aria per fare strada. I medici palestinesi dell’ospedale Shiffa di Gaza, dove è stato portato il generale, hanno riferito che Abu Rhajab verrà trasferito in un ospedale israeliano. Rahjab era sopravvissuto sette mesi fa all’esplosione di una bomba, ed era stato ferito seriamente 18 mesi fa da colpi d’arma da fuoco che l’avevano raggiunto al petto e alla testa. Il generale ha guidato una missione investigativa che si è recata recentemente in Giordania a proposito di un traffico di armi che Amman attribuisce ad Hamas.
Intanto i media israeliani confermano la notizia pubblicata ieri dal Corriere della Sera, secondo il quale una spia convertita all’Islam ha sventato un attacco missilistico destinato a colpire un aereo civile della compagnia El Al nel dicembre dello scorso anno a Ginevra. La vicenda risale agli ultimi giorni del 2005, quando alcune fonti mediorentali svelarono che un commando terroristico era entrato nella fase operativa a metà dicembre. L’obiettivo era un jet della compagnia El Al. L’arma per colpirlo, un missile anti-aereo Sam7, con molta probabilità di origine russa.
In un primo momento le polizia federale elvetica aveva smentiro in modo categorico la notizia, sostenendo che in seguito ai controlli da loro effettuati non era stata riscontrata alcuna minaccia. Solo qualche giorno dopo, tuttavia, era emerso che un volo sulla rotta Ginevra-Tel Aviv sarebbe stato cancellato senza fornire spiegazioni chiare.
La storia, secondo il Corriere, sarebbe stata insabbiata fino a quando non è riemersa un paio di giorni fa, con un’indiscrezione apparsa su un sito internet e quindi con un articolo sul giornale Blick, poi ripreso dai media israeliani. A scoprire il piano sarebbe stato Claude Kuvasi, uno svizzero convertito all’Islam che lavorava per i servizi segreti elvetici. La talpa avrebbe avvertito gli 007 che due terroristi, un algerino e un libico, avevano in mente un piano per abbattere un jet della El Al utilizzando un vecchio lanciagranate Rpg, contrabbandato dall’est Europa. La scelta era caduta sull’aeroporto di Ginevra, perchè si prestava bene al tipo di attacco.

[Data pubblicazione: 21/05/2006]

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