Gli aerei che dovevano rimpatriare i clandestini in Libia ripartono vuoti Lampedusa, la UE se ne infischia Borghezio: Bruxelles rifiuta centri di accoglienza in Nord Africa, il Governo sfidi l’Europa |
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GABRIELLA POLI
E l’Europa da parte sua se ne infischia. Anche della nostra emergenza immigrazione. Lampedusa scoppia? Fatti vostri. «A Bruxelles - dice Mario Borghezio, capo delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo - con assoluta irresponsabilità, Commissione e Parlamento continuano a rifiutare la proposta di istituire “centri di accoglienza” in territorio africano». «Grazie Eruopa: questo sarà il grido di protesta dei lampedusani, che in queste ore stanno organizzando una manifestazione per chiedere, più che motivatamente, che si metta fine alla periodica invasione dei clandestini, essi stessi vittime di un traffico ignobile, che non si combatte con l’ipocrisia - prosegue l’europarlamentare leghista . Il governo italiano abbia il coraggio di sfidare l’Europa proprio su questo piano, istituendo in accordo con i governi locali dei centri di accoglienza in Nord Africa, per far cessare la nuova “tratta degli schiavi”, che ripugna al senso di umanità della nostra gente, mentre lascia indifferenti ed inerti i tecnocrati europei».
Intanto l’emergenza a Lampedusa è al suo quarto giorno. Sull’isola sono arrivati uno dopo l’altro otto barconi con oltre una migliaio di immigrati, parte dei quali trasferiti presso un altro campo di accoglienza. Ieri pomeriggio però la situazione si è bloccata: i due Hercules C-130 che avrebbero dovuto riportare 180 immigrati in Libia, sono decollati ieri pomeriggio con a bordo soltanto gli uomini delle forze dell’ordine che avrebbero dovuto svolgere il servizio di scorta. Secondo le notizie raccolte in aeroporto, i due aerei militari sono rientrati alla base di Pisa. Gli investigatori del Viminale che si trovano a Lampedusa non hanno voluto fornire alcuna spiegazione sul cambiamento di programma. Nel Centro di prima accoglienza sono restati dunque 789 immigrati, che hanno pernottato anche la scorsa notte all’interno della struttura la cui capienza massima è di 190 persone.
Nel pomeriggio di ieri il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu affrontando l’argomento in una question time ha ammesso che: “siamo di fronte ad un ennesimo assalto alle coste italiane, condotto da organizzazioni criminali che sfruttano spietatamente i migranti clandestini. Quasi tutti sono risultati cittadini egiziani, pur avendo dichiarato di essere palestinesi o iracheni. Il ministero degli Esteri, perciò, ha compiuto passi opportuni presso le autorità egiziane”.
Ma la Lega non è soddisfatta. “Pisanu dia risposte al più presto al Parlamento sul viaggio a vuoto compiuto dai due Hercules C-130. Si tratta di una vicenda che, con il passare delle ore, sta assumendo sempre più i contorni di una barzelletta tragicomica”- dice il leghista Andrea Gibelli - “Confermo in pieno la risposta che, nel question time, ho dato al ministro dell’Interno, la pazienza della Lega Nord è finita, basta con parole e le promesse, noi ci aspettiamo fatti concreti per contrastare l’immigrazione clandestina”.
I clandestini assiepati nel centro di accoglienza dell’isola, una piccola struttura accanto all’aeroporto sono partiti quasi certamente dal porto libico di Zuwara, a una decina di chilometri dal confine con la Tunisia. Ad accertarlo sono stati i funzionari dell’ufficio immigrazione del Servizio centrale operativo di Roma che si trovano a Lampedusa insieme a una delegazione di investigatori libici. L’intervento sull'isola è stato immediato, dopo l’arrivo a Lampedusa di 1.159 extracomunitari, tra cui cinque donne e un bambino, nell’arco di 48 ore. E nonostante l’immediato trasferimento di circa 300, in nave e con un ponte aereo, il centro di prima accoglienza esplode.
E gli arrivi non cessano. Nel pomeriggio di ieri è stato “agganciato” l’ottavo barcone con alcune decine di clandestini a bordo, avvistato a oltre cento miglia a sud di Lampedusa. Tre immigrati, che accusavano lievi malori, sono stati soccorsi dal peschereccio “Marco Antonio I” che per primo aveva dato l'allarme. Nella zona, che è in acque internazionali, sta operando la nave della Marina Militare Cassiopea. Altre due imbarcazioni sono state avvistate al largo della costa e quindi si attendono altri arrivi che congestioneranno ancora di più l’isola delle pelagie che rischia di affondare sotto l’ondata dei clandestini.
Da parte loro i rappresentanti del Consiglio italiano rifugiati (Cir) e dell’Unhcr (agenzia dell’Onu per i rifugiati), a cui ieri le autorità locali hanno negato l’accesso al Centro di permanenza temporanea di Lampedusa: si dichiarano sollevati dal fatto che i due aerei siano ripartiti senza rimpatriare alcun clandestino. Il Cir, ha detto il direttore Christopher Hein, ha chiesto al ministro Pisanu che “non si proceda al alcun respingimento di massa verso la Libia degli stranieri arrivati a Lampedusa, ma che si valuti individualmente la situazione e l'eventuale richiesta di asilo e protezione in Italia”.
[Data pubblicazione: 17/03/2005]
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