Altri due uccisi a colpi d’arma da fuoco Buddista decapitato dagli estremisti islamici thailandesi
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BANGKOK - Presunti militanti islamici hanno decapitato un buddista, il secondo in una settimana, nella provincia a maggioranza musulmana di Narathiwat, in Thailandia meridionale. Altri due buddisti sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco, in rappresaglia all’uccisione di 87 manifestanti musulmani il mese scorso. Lo hanno riferito ieri fonti della polizia.
«Degli sconosciuti hanno decapitato la vittima, un sessantenne, nella sua casa», ha detto la polizia aggiungendo che «vicino al suo cadavere sono stati lasciati messaggi con sopra scritto “è meno di quello che avete fatto voi a Tak Bai”». Il 25 ottobre a Tak Bai, nella provincia di Narathiwat le forze di sicurezza avevano violentemente disperso una manifestazione di musulmani, provocando una strage: nove uccisi dai proiettili sparati dalle forze dell’ordine, altri 78 morti asfissiati mentre, dopo essere stati arrestati, venivano trasferiti in camion militari stipati all’inverosimile.
La tragedia ha provocato un’ondata di collera fra la maggioranza musulmana nel sud della Thailandia, seguita da atti di rappresaglia. Una settimana fa in un’altra zona del Narathiwat era stato decapitato un capo villaggio buddista. Le violenze religiose nel Sud della Thailandia hanno fatto più di 540 morti dallo scorso gennaio e molti esperti temono che la situazione sia ormai fuori controllo.
Intanto l’esercito thailandese ha annunciato ieri un’indagine sulla possibile sparizione di 40 persone due settimane dopo violenti incidenti durante la manifestazione musulmani del 25 ottobre.
[Data pubblicazione: 10/11/2004]
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