È stata un successo l’iniziativa degli Studenti Padani. A Pavia e Cuneo adesioni del 60% Scioperi pro-Tibet, la Lega mobilita le scuole
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FRANCESCA MORANDI
«Gli studenti del Nord hanno compreso la finalità della nostra iniziativa e si sono uniti alla mobilitazione in solidarietà del popolo tibetano. Noi siamo la “meglio gioventù”, la “peggio gioventù” era in piazza a Torino a manifestare odio contro Israele». Con queste parole Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, e Lucio Brignoli, coordinatore del Movimento Studentesco Padano, commentano il buon esito della mobilitazione contro l’oppressione cinese del Tibet. Gli studenti di 50 scuole sono scesi in sciopero mentre in 450 istituti gli studenti hanno fatto volantinaggio a favore del popolo tibetano. A Monza si sono registrate adesioni pari al 50%, a Pavia e Cuneo il 60%, a Como il 40%.
«A Torino - spiega Grimoldi - sono scesi in piazza coloro che vogliono cancellare Israele, nelle scuole del Nord hanno manifestato i ragazzi che chiedono libertà e democrazia per un popolo, quello tibetano, oppresso dal regime comunista cinese. Oggi (ieri per chi legge, n.d.r.) all’interno della Fiera del Libro è organizzato un dibattito sul Tibet, domani (oggi per chi legge, n.d.r.) su oltre cento montagne del mondo sventoleranno i vessilli tibetani. Fa orrore vedere che invece ci sia ancora qualcuno che scende in piazza inneggiando all’odio».
Brignoli osserva invece che «la sinistra studentesca, sempre pronta a protestare contro gli americani e gli israeliani non ha mosso un dito per esprimere solidarietà al Tibet. Invece nelle scuole del Nord il successo della nostra iniziativa conferma che gli studenti sono solidali con il popolo tibetano che, come la Padania, vuole libertà».
«I giovani del Nord hanno seguito la Lega e il Tibet. Si è trattato di una doppia vittoria», afferma Davide Cavallotto, coordinatore dei Giovani Padani piemontesi, sottolineando che «si è verificata un’adesione di massa alla nostra iniziativa. A Pinerolo, nell’istituto dove era organizzato lo sciopero, hanno aderito l’80% dei giovani, mentre a Orbassano e Chieri sono rimasti fuori dalle scuole circa il 50% dei ragazzi. A Novara, dove tutte le scuole della città hanno aderito alla manifestazione con una delegazione, abbiamo raccolto oltre 250 firme sullo striscione che invieremo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A Vercelli sono scesi in piazza circa 500 studenti«.
«Questi sono soltanto alcuni dei risultati ottenuti, che denotano una sensibilità dei ragazzi verso la causa del Tibet e rilevano che gli scioperi non sono più targati “sinistra” - continua Cavallotto - Ci stiamo avvicinando a una “svolta” nelle scuole del Nord a favore del centrodestra e della Lega. Lo dimostra anche il fatto che a Torino, quest’anno, la consulta provinciale degli studenti è passata al centrodestra, grazie ai voti del Movimento Studentesco Padano. Non accadeva da anni che la consulta avesse un presidente di destra. Si tratta di un risultato storico che evidenzia un cambiamento in atto nel capoluogo piemontese dove inizia a tirare un’aria diversa, più leghista. Finalmente i giovani iniziano a usare la testa e a protestare quando ci sono delle tematiche importanti come la libertà dei popoli».
Il coordinatore dei Giovani Padani sottolinea inoltre come «nell’Alessandrino i presidi hanno minacciato gli studenti, se questi avessero aderito allo sciopero pro-Tibet».
«È inaccettabile che la maggioranza dei professori di sinistra non rispetti lo strumento democratico dello sciopero quando questo non sia dipinto di “rosso” o vada contro i loro padroni con falce e martello».
[Data pubblicazione: 11/05/2008]
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