LAMPEDUSA ASSEDIATA Sbarchi in massa, ultimo regalo di Prodi
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IVA GARIBALDI
Sono ripresi quasi sosta gli sbarchi di clandestini sulle coste di Lampedusa: in poco più di un giorno e mezzo gli stranieri entrati illegalmente sono oltre cinquecento. Il centro di accoglienza e soccorso dell’isola dell’agrigentino può contenere circa 600 persone ma, ieri pomeriggio, sbarco dopo sbarco sono arrivati ad essere un migliaio. Da qui la necessità di organizzare fin da subito una serie di trasferimenti verso altri centri del Paese. Anche la Sardegna, dall’inizio dell’anno scorso, è diventata una delle mete di sbarchi illegali provenienti soprattutto dall’Algeria anche se ormai non si escludono nuove rotte dal Marocco e dalla Tunisia. Una situazione ormai insostenibile alla quale la Lega Nord promette di porre rimedio. Per Mario Borghezio, «l’invasione degli immigrati africani che il racket dell’immigrazione clandestina ha ripreso con ripetuti sbarchi a Lampedusa sembra essere l’ultimo, vergognoso atto dell’era Prodi. Tutto il Paese assiste incredulo a questo spettacolo indecoroso e sconvolgente. Anche di fronte al massiccio voto popolare che chiede chiusura delle frontiere e respingimento dei clandestini, a Roma gli occupanti abusivi delle poltrone ministeriali continuano, anche di fronte a una simile emergenza, nel loro abituale dolce far niente». L’europarlamenare leghista avverte: «Un simile comportamento ci fa capire che non i clandestini, ma questi politici sono il peggior nemico del nostro popolo: sarà bene ricordarcene». L’obiettivo di Borghezio è rivolto ai naviganti politici perché, sottolinea, «ora, però, a Lampedusa vigila una coraggiosa parlamentare leghista. Dunque girate al largo, molto al largo». Il riferimento è al vicesindaco Angela Maraventano, neosenatrice leghista. E sull’emergenza immigrazione, Borghezio propone che «progressivamente, e rispettando i diritti umani di tutti, specialmente dei minori, si deve fare un bel repulisti generale. Fare pulizia senza se e senza ma». L’esponente leghista affronta anche la questione dell’immigrazione neocomunitaria per la quale «occorre - spiega - mettere mano al Trattato di Schengen e utilizzare tutti gli strumenti che sono consentiti per chiudere le porta all’entrata degli indesiderati. Bisogna dare un segnale positivo. Per il nostro Paese l’immigrazione è una cosa seria e va affrontata con leggi giuste ma anche severe. C’è una grossissima emergenza rumeni che va affrontata. Perciò ci vuole un ministro che studi a fondo la situazione, che abbia le idee chiare e che utilizzi tutte le possibilità. Avendo le carte in regola, perché l’Italia è sempre stata più che umanitaria, dobbiamo mettere dei paletti». Quanto ai clandestini extracomunitari, Borghezio auspica appunto un “repulisti senza se e senza ma”: «Siamo arrivati a un punto, a causa del buonismo irresponsabile soprattutto dell’ultimo Governo, che c’è un’emergenza diffusa sul territorio con sacche molto consistenti di delinquenza pura, mascherata da immigrazione. Espulsioni certo, ma prima bisogna trovarli con un’azione di intelligence. E’ un lavoro non semplice e non di breve durata, ma occorre iniziare subito per portarlo a termine. Va restituita un’immigrazione seria e degna di un Paese civile. L’esperienza della democrazia svizzera è un faro su tutto, anche sull’immigrazione».
[Data pubblicazione: 03/05/2008]
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